mercoledì 8 febbraio 2017

Impianti neurali per la memoria

L'ingegnere biomedico Theodore Berger della University of Southern California di Los Angeles potrebbe stare avvicinandosi allo sviluppare un modo per aiutare quei pazienti (ad esempio affetti da sindrome di Alzheimer o post-ictus) incapaci di formare nuove memorie a lungo termine, tramite un microchip impiantato nel cervello che "replicherebbe" la funzione dei neuroni degenerati (in particolare quelli dell'ippocampo) in seguito alla patologia.

L'idea è a dir poco audace, ma gli esperimenti (effettuati finora solo su ratti e scimmie) sembrano molto promettenti: infatti l'impianto sembra aver dimostrato di essere in grado di processare informazioni in una maniera simile e compatibile con quella dei neuroni di cui fa le veci. Ci sono ancora numerose incognite a riguardo: in primis, se un'integrazione fluida e funzionale di una memoria "artificiale" di questo tipo sia effettivamente possibile nell'uomo; se la teoria neuropsicologica che vi sta dietro sia effettivamente corretta; se possa una memoria "generata" da un chip possa effettivamente essere conservata ed utilizzata dalla cognizione umana a livello cosciente.

Nonostante le critiche e gli scetticismi, Berger sembra determinato. I primi esperimenti destinati all'uomo getteranno luce su tante di queste perplessità. Sarebbe un altro enorme passo avanti nel combattere le disabilità cognitive grazie alla moderna tecnologia.


(fonte: https://www.technologyreview.com/s/513681/memory-implants/ )

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